La Storia delle sarmale (involtini di verza)
Entrambi i romeni e stranieri , la maggior parte di ogni angolo del mondo sono
colpiti dal gusto di involtini di verza fatte sulle nostre terre. Ed essi sono
valutati molto più di quelli di altri paesi dei Balcani
La storia degli involtini di verza ( sarmale) inizia migliaia di anni fa, nell'età della
pietra, quando la gente si avvicinò con l’invenzione del vaso di argilla a diversi
modi di preparare il cibo, inclusa la carne. Come mostrato alcune antiche
pitture rupestri, la gente sapeva la tecnica di avvolgimento a base di carne in
foglie diverse commestibile, in modo che si può accettare il fatto che involtini
di verza sono stati inventati dai popoli
primitivi. È vero,non erano conosciuti come involtini di verza ( sarmale ) ,e la composizione non fosse quella che conosciamo oggi.
L’involtini di verza (sarmale ) è il motivo per la
controversia nata in Europa. Non solo i rumeni ma anche greci, albanesi,
bulgari, croati e turchi credono siano inventori degli involtini. Il nome sarma è comune in Romania e in Croazia è
simile a sarma in bulgaro e "sarmalaki" in greco. Non dice nulla, ma
l'identità di coloro che hanno preso all'inizio di questa delizia culinaria
involtini di verza sono stati inventati nei Balcani o da un popolo particolare.
Molti ricercatori non escludono l'ipotesi che tutti i
meridionali dei Balcani involtini di verza avrebbe avuto una diversa origine rispetto a
quelli rumeni che sarebbero stati reinventati nel nostro paese. Inoltre, i
romani sono i migliori in termini di creatività in tutti meridionale e
sud-orientale.
Un fatto è che gli stranieri che ci visitano da diverse
parti del mondo sono colpiti dal cavolo ripieno fatto sulle nostre terre e
involtini di cavolo rumeni sono valutati molto più che in altri paesi
balcanici.
Il festival degli
involtini di verza è la festa gourmet prima in Romania, è una manifestazione
tipica e unica del paese Praid, una piccola località situata sul confine
harghiteană ai piedi di Gurghiu Mures. E organizzato ogni anno nel
terzo fine settimana di settembre, La storia
del festival risale a oltre 14 anni fa,
durante un simposio internazionale sul tema del turismo rurale, che si tiene sempre a Praid .Primo festival si è tenuta a
Pusztamérges -. Ungheria nel 1994, il prossimo anno a Praid - Romania. Dopo un periodo di quattro
anni, durante i quali il festival si è tenuta alternativamente in Ungheria
(Pusztamérges) e Romania (Praid ), dal 1998, cittadina turistica harghiteana è diventato l'ospite permanente
del festival ogni anno.
Da allora, ogni edizione vengono a Praid le città vicine e rappresentanti
partecipanti da quasi tutte le regioni del paese e all'estero, soprattutto in
Ungheria.
In Romania, sarmale e un piatto che non manca mai a Natale ,
matrimoni, e anche feste private di ogni famiglia. Infatti nel nostro paese ,
ogni regione a la sua ricetta degli involtini,
tramandata dalle mamme e dalle nonne. Si possono fare con la foglia di
vite nel periodo che ci stanno, con la foglia di verza fresca con una
lavorazione particolare che poi vi svello ,oppure con la foglia di verza in
salamoia, che pure questa a la sua storia e la sua preparazione particolare.
Anche il ripieno e diverso dalla regione alla regione, come quando gli
involtini vengono adagiati nella pentola , ce chi aggiunge lo strutto e chi ci
mette l’olio, ce chi aggiunge i pezzi di carne e salsiccia affumicata , e ce
chi non aggiunge niente. Vengono serviti con il pane e peperoncino sotto aceto,
oppure con la polenta, con la panna acida messa sopra, etc.
Ingredienti:
1 kg di maiale
macinata (o maiale e manzo, gli importi uguali)
110 g di riso, 3 foglie di alloro ,2 cipolle secche (medie dimensioni, 2
cucchiai di strutto di maiale, 2 cavoli freschi, una scatola di pomodoro
pelato, mezzo metro di salsicia affumicata,
sale ,pepe , 100ml di olio di girasole, cimbru( origano), màrar( aneto).
Preparazione:

Si prende la cipolla, si pulisce, lava e si taglia fina. Si
mette in una pentola l’olio a scaldare e si soffrigge la cipolla . quando
si e ammorbidita ma non diventata
marrone si mette il riso lavato, e si fa
amalgamare sul fuoco con la cipolla e 2 cucchiai di pelati. Si toglie dal fuoco
e si fa raffreddare. Nel frattempo prepariamo la verza. Sul fuoco in una pentole
abbastanza grande , e larga ( 8-10 litri
), si mette 5-6 litri d’acqua, 4-5
cucchiai di aceto , sale e una mezza manciata di cimbru ( origano ). Si fa
bollire. Si prende la verza, e gli si toglie con un coltello con la punta la
parte dura in mezzo senza tagliare la verza. Deve rimanere rotonda e con il
buco in mezzo. La parte dura deve essere eliminata del tutto se no poi troviamo
difficoltà a ricavare belle foglie. Quando l’acqua bolle si emerge la verza
dentro la pentola con il buco in giù, e con una forchetta o meglio un forchettone si aiuta man mano che
questa comincia a togliere da sola le foglie una per volta. Con tanta pazienza
e tanta attenzione procediamo cosi fino
a quando abbiamo lessato e tolte tutte le foglie della verza. Dobbiamo fare
molta attenzione che le foglie non siano molto cotte perche poi, con il fatto
che dobbiamo riempirle si rompono. Quindi una giusta cottura. Meglio un pochino
più crude che più cotte. Dopo che tutte
le foglie sono cotte e messe in un grande recipiente si fanno raffreddare. In
tutto questo tempo si e raffreddato anche il composto fatto con la cipolla e il
riso, che viene aggiunto sopra la carne macinata. Si mette sale , pepe e si
amalgama tutto finche otteniamo un composto bene omogeneizzato. Quando le
foglie si sono raffreddate si prende una per una e si preparano per essere
riempite, ciòe si prende ogni foglia si mette sul palmo aperto, e gli si toglie
la parte dura in mezzo con un piccolo coltello, anche questa volta con
l’attenzione che la foglia rimanga
intera, senza che si rompa. Dopo aver fatto la stessa cosa con tutte le foglie
iniziamo a riempirle. Un modo facile per farlo e che la foglia si rimette sul
palmo con la parte più dura rimasta in giù, si prende un po’ del composto di
carne e si mette un po’ per lungo sulla foglia. Una delle parti laterali si
gira su se stessa , dopo di che si comincia a girare l’involtino da su in giù.
Alla fine giriamo l’involtino con la parte non chiusa in su e con un dito
chiudiamo con la verza rimasta. Fatti uno per uno, si prepara una pentola
( si può usare anche quella dove abbiamo lessato la verza) , dove sul
fondo di essa si mette un po’ di
strutto, e un piccolo letto di verza tagliata fina ( tutta verza rimasta si
prende e si taglia per lungo fina, che poi si usa come letto tra le file di
involtini ), sopra di quale si mette iniziando dal bordo della pentola tutto in
torno un involtino per volta facendo il giro fino a che riempiamo il piano, poi
si ricomincia con un letto di verza, un pò di pezzi di salsiccia, e un altro
giro di involtino. Si procede cosi fino ad esaurimento degli ingredienti,(
involtini, verza, salsiccia) . in una ciottola si prepara il liquido che si
mette sopra per far bollire li involtini, composto da acqua, il pomodoro
pelato, sale si gira finche questo si amalgama bene e si mette piano sopra gli
involtini . Il liquido deve arrivare quasi al altezza del ‘ultima fila nella
pentola. Sopra mettiamo cimbru ( origano) e marar ( aneto ) , un coperchio e a
bollire al fuoco lento . Non si girano
mai ,perche,si possono disfare, ogni tanto prendiamo le presine e la pentola da
le maniglie e giriamo la pentole sul fuoco , mezzo giro destra e sinistra. Si
lasciano a bollire per più o meno ¾ d’ora. Prima di spegnere il fuoco si prende
un involtino e si assaggia che il riso e la carne siano ben cotte. Dopo tutta
questa pazienza e fatica potete dire
“adesso si mangia “.
BUON APPETITO !
POFTà BUNà